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IL REFERENTE ALPINO
Sulle Alpi Giulie, come in altre zone del fronte di alta montagna, troviamo
la figura del "referente alpino", un esperto di montagna, profondo conoscitore
della zona a cui era assegnato. Egli restava a disposizione del comandante
di zona per fornirgli tutte le informazioni e i consigli necessari a risolvere
problemi legati alla montagna. Doveva dire dove si potevano costruire rifugi
e sentieri al sicuro delle valanghe, quali vie alpinistiche seguire per
accedere ad eventuali posti di osservazione o quale era il periodo migliore
per svolgere eventuali operazioni in alta montagna. Sulle Alpi Giulie il
"referente alpino" più famoso, oltre a Gustav Renker, fu Julius Kugy. Nacque
a Gorizia il 19 luglio 1858, conseguì la laurea di dottore in legge all'università
di Vienna nel 1882, visse tutta la vita a Trieste, dove il padre possedeva
una ditta commerciale, e vi morì il 5 febbraio del 1944. Fin da giovane
si appassionò alla montagna e frequentò per lo più le Alpi Giulie, dove
insieme alle sue guide preferite, Anton Oitzinger, Andreas Komac e Osvaldo
Pesamosca, effettuò numerose scalate aprendo nuove vie sia estive che invernali.
Vista la sua notevole esperienza si arruolò volontario e, nonostante l'età,
svolse egregiamente la sua attività di referente sulle Giulie fino all'offensiva
dell'ottobre del 1917, poi seguì le truppe in avanzata fino in Veneto. Si
congedò il 2 luglio del 1918. Durante gli anni passati al fronte scrisse
il suo libro più bello, opera autobiografica intitolata "Dalla vita di un
alpinista". Nel 1916 fondò presso Camporosso una scuola di arrampicata diretta
da Guido Mayer. In questa palestra di roccia vennero impiegati, come istruttori,
alcuni tra i più famosi alpinisti dell'epoca: il triestino Vladimir Dougan,
i tirolesi Sepp Innerkofler e Angelo Dibona e i carinziani Kirchweger, Lorenz
e Schwarz. Qui nacquero le famose "Compagnie di alta montagna", reparti
formati da abili rocciatori e ottimi soldati. Di queste Compagnie fecero
parte anche alcuni abitanti di Valbruna come Felix e Leopold Martinz e Anton
Gelbmann. Con la guerra finì anche la carriera di scalatore di Kugy, che
però non rinunciò alla montagna e trascorse quasi tutte le estati a Valbruna,
ospite della famiglia di Anton Oitzinger, tanto da diventare per loro "zio
Julius".
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